martedì 14 luglio 2015

Non esiste una merce che si chiami pensiero collettivo - Quiz-tazione #3 (13-19_luglio_2015) a cura di Emma Salvati

Questo è il terzo post del ciclo estivo della citazione con quiz. Per chi non ricordasse come funziona può rivedere il regolamento al link:


Buona lettura e buona riflessione a tutti!



“...
L'uomo non può sopravvivere che attraverso il suo pensiero. 
Giunge sulla terra disarmato. Il suo cervello è la sua unica arma.
Gli animali si procacciano il cibo con la forza. 
L'uomo non ha né zampe, né zanne, né corna, né forza enorme nei muscoli. 
Per sopravvivere, per procurarsi quanto è necessario all'esistenza, l'uomo ha bisogno di un processo di pensiero.
Per cacciare, ha bisogno di armi, e per fare le armi di una trovata della sua intelligenza. 
Da questa necessità primordiale e semplice alla più alta astrazione religiosa, dalla ruota al grattacielo, tutto quello che siamo e tutto quello che abbiamo viene da un singolo attributo dell'uomo: la funzione della sua mente che ragiona. 
Ma il cervello è un attributo individuale, non è un patrimonio collettivo. 
Non esiste una merce che si chiami pensiero collettivo. 



Un accordo raggiunto da un gruppo di uomini è solo un compromesso o una media tirata su molti pensieri individuali. 
E una conseguenza secondaria. 
L'atto principale - il processo della ragione - deve essere attuato individualmente. 
Non possiamo dividere un boccone tra molti uomini. 
Non possiamo digerirlo in uno stomaco collettivo. 
Nessun individuo può servirsi dei propri polmoni per respirare in funzione di un altro. 
Nessun uomo può servirsi del proprio cervello per pensare per un altro. 
Tutte le funzioni del corpo e dello spirito sono personali. 
Non possono essere suddivise o trasferite.



Noi ereditiamo il prodotto del pensiero di altri uomini, noi ereditiamo la ruota. 
Noi facciamo un carro, il carro diventa un'automobile. L'automobile diventa un aeroplano. 
Ma attraverso tutto il procedimento quello che noi riceviamo dagli altri è solo il prodotto del pensiero. 
La forza movente è la facoltà creatrice che prende questo prodotto come materiale, e se ne serve e dà origine al primo passo. 
Questa facoltà creatrice non può essere data o ricevuta, condivisa o acquistata. 
Appartiene agli uomini singoli, ai singoli individui. Quello che essa crea è proprietà del creatore. 
Gli uomini imparano uno dall'altro. Ma ogni nuova nozione è uno scambio di materiale. 
Non si trasmette la capacità di pensare. 
Tuttavia essa è il nostro unico mezzo di sopravvivenza.
…” 


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