martedì 21 luglio 2015

Il creatore ed il parassita - Quiz-tazione #4 (20-26_luglio_2015) a cura di Emma Salvati

Questo è il quarto post del ciclo estivo della citazione con quiz. Per chi non ricordasse come funziona può rivedere il regolamento al link:


Buona lettura e buona riflessione a tutti!


“...
Nulla è dato all'uomo sulla terra. 
Ogni cosa di cui ha bisogno deve essere prodotta. 
E qui l'uomo fa fronte ad un'alternativa fondamentale: egli può sopravvivere in uno solo di due modi: per mezzo del lavoro indipendente della propria mente o come parassita della mente altrui.

Dal film 'Matrix' di Andy & Lana Wachowski


Il creatore agisce. 
Il parassita acquista. 
Il creatore fa fronte alla natura da solo. 
Il parassita attraverso un intermediario. 
Scopo del creatore è la conquista della natura. 
Scopo del parassita la conquista degli uomini. 
Il creatore vive per il proprio lavoro. 
Egli non ha bisogno degli altri. 
Suo scopo principale è lui stesso. 
Il parassita ha bisogno degli altri. 
Gli altri diventano il suo scopo principale. 
Il bisogno fondamentale del creatore è l'indipendenza. 
La mente che ragiona non può lavorare sotto alcuna forma d'obbligo. 
Per il creatore, ogni relazione con gli uomini è secondaria. 
Il bisogno fondamentale del parassita è quello di assicurarsi i legami con gli uomini per venir nutrito. 
In primo luogo egli considera le relazioni. 
Dichiara che l'uomo esiste per servire gli altri. 
Predica l'altruismo.

Dal film 'Wall Street' di Oliver Stone
L'altruismo è la dottrina che chiede che l'uomo viva per gli altri e pone gli altri al di sopra di se stessi.
Nessun uomo può vivere per un altro. 
Non può condividere il suo spirito come non può condividere il suo corpo. 
Ma il parassita si è servito dell'altruismo come di un'arma di sfruttamento e ha rovesciato la base dei principi morali dell'umanità. 
Agli uomini è stato insegnato ogni precetto che distrugge il creatore, è stata insegnata la dipendenza come una virtù. 
L'uomo che cerca di vivere per gli altri è un vassallo. 
E’ un parassita e rende parassiti coloro che serve. 
Le relazioni con lui non producono che mutua corruzione. 
Se la servitù fisica è repellente, che cosa si dirà della servitù in ispirito? 
Lo schiavo conquistato ha ancora una vestigia di dignità. 
Ha il merito di aver ceduto combattendo e di considerare una sventura la propria condizione. 
Ma l'uomo che si fa schiavo di propria volontà in nome dell'amore, dell'altruismo, è la più bassa di tutte le creature. 
Egli degrada la dignità dell'uomo e la concezione dell'amore. 
E questa è l'essenza dell'altruismo.


Agli uomini è stato insegnato che la più nobile virtù consiste non nel conquistare, ma nel dare. 
Però non si può dare quello che non è stato creato. 
La creazione viene prima della distribuzione. 
Il bisogno del creatore viene prima del bisogno di un qualsiasi beneficiario. 
Tuttavia, ci viene insegnato ad ammirare il parassita che dispensa beni che non ha prodotto senza preoccuparsi dell'uomo che li ha procurati. 
Noi lodiamo un atto caritatevole. 
Noi scrolliamo le spalle davanti a un atto di conquista. 
Il nostro scopo primo, ci vien detto, è quello di dar sollievo alle miserie altrui. 
Ma la sofferenza è una malattia. 
Fare di un gesto di carità la più alta prova della virtù significa fare della sofferenza la parte più importante della vita. 
L'uomo deve desiderare di veder gli altri soffrire, per poter meglio esser virtuoso? 
Tale è la natura dell'altruismo. 

…”



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